Lombardia edizione: NAZIONALE sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2011-12-07 - pag: 16 Settore idrico. Verso il verdetto della Corte di giustizia europea
Acqua, multa da un miliardo per 150 comuni fuorilegge
Nel mirino gli agglomerati privi di depurazione
MILANO Sara Monaci Doveva arrivare e arriverà. Nel giro di pochi mesi piomberà in Lombardia la super sanzione europea, da almeno un miliardo, prevista per i Comuni che non hanno realizzato gli investimenti nel settore idrico. Già sanzionato il Lussemburgo, con 2,2 milioni per 3 piccoli impianti non in regola; ora si passerà all'Italia, procedendo regione per regione, territorio per territorio. E la Lombardia è la regione che dovrà pagare di più tra quelle del Nord Italia (insieme al Veneto). Si stima che la prima maxi multa dovrebbe arrivare nel mese di marzo, o comunque entro la prossima estate. Secondo la Corte di giustizia dell'Ue, in Lombardia 36 agglomerati urbani (almeno), con più di 10mila abitanti ciascuno, hanno trascurato negli anni la depurazione delle acque e negato sicurezza ai cittadini, aggirando la richiesta dell'Unione di ridurre l'inquinamento di fiumi e laghi. Per loro si parla di almeno un miliardo di multa, ma la cifra potrebbe crescere, considerando che oltre ai 10 milioni per ogni impianto non realizzato, l'Europa prevede anche 200mila euro per ogni giorno trascorso senza provvedimenti. La Commissione europea ha prima messo in mora i territori non dotati di depurazione, che scaricano direttamente nei fiumi e nei laghi, più quelli che hanno impianti inefficienti. Due anni fa l'Ue ha informato il ministero dell'Ambiente dell'avviata procedura, con la richiesta di fornire l'elenco preciso degli agglomerati inadempienti. Una volta ricevuto il documento dall'Italia, la Commissione ha messo in mora gli enti locali, per poi passare il dossier alla Corte di giustizia, un anno fa. La procedura è quindi andata avanti nei mesi scorsi: i giudici europei hanno chiesto un elenco aggiornato al ministero, per verificare se nel frattempo qualcuno avesse avviato i cantieri per la depurazione delle acque. Poi è stata avviata la procedura di infrazione, e nel giro di qualche mese la multa verrà spedita ai Comuni. Ad oggi verranno sanzionati almeno 36 agglomerati, che corrispondono ad almeno 150 amministrazioni comunali, considerando che ogni agglomerato ha al suo interno almeno 4 paesi. Si parlava inizialmente di 55 agglomerati; poi, con una ricognizione della Regione Lombardia avvenuta la scorsa estate, le aree interessate potrebbero scendere appunto a 36. Potrebbero, perché l'Ue non è detto che accetti l'elenco rivisto da Regione e Ministero, ma al contrario potrebbe voler riprendere in mano tutti i 55 dossier. Per ora la procedura di infrazione europea riguarda i territori sopra i 10mila abitanti all'interno delle cosiddette "aree sensibili", cioè quelle a ridosso del Po o dei suoi affluenti. Poi si passerà alle aree "non sensibili", assenti in Lombardia. E, a seguire, verranno messi sotto la lente gli agglomerati più piccoli, al di sotto dei 10mila abitanti, e anche in questo la Lombardia sarà probabilmente pesantemente sanzionata. Nonostante in Italia e in Lombardia venga spesso criticata la privatizzazione del servizio idrico, sul bancone degli imputati ci sono, ironia della sorte, solo società pubbliche, controllate dalle Pa, visto che operatori privati non ce ne sono. Colpevoli del reato di non aver realizzato gli investimenti nel settore idrico sono direttamente i Comuni, che dal punto di vista giuridico hanno la responsabilità sull'acqua. Più praticamente nel mirino ci sono le partecipate comunali, che avrebbero dovuto mettere a punto dei piani di investimento. In tutta la Lombardia si stima che sarebbe necessario investire circa 4 miliardi per la depurazione e le reti. RIPRODUZIONE RISERVATA